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Storia e creazione del TCG Pokémon nel 1996 da parte di Media Factory in Giappone, nascita di un fenomeno mondiale del gioco di carte
Storia11 aprile 20266 minMaxime

Come è stato inventato il TCG Pokémon nel 1996: la storia completa

Nell'ottobre 1996, Media Factory lancia una scommessa audace: adattare Pokémon in un gioco di carte. Ripercorriamo la nascita di un fenomeno mondiale.

Come è stato inventato il TCG Pokémon nel 1996: la storia completa

Ottobre 1996. In Giappone, Pokémon esiste solo da pochi mesi. Il videogioco uscito a febbraio su Game Boy spopola tra i bambini, ma nessuno misura ancora la portata di ciò che si sta costruendo. È in questo contesto che comincia la storia del TCG Pokémon, la cui creazione nel 1996 rappresenta una delle scommesse più audaci, e più fruttuose, della storia del gioco di carte collezionabili. Ripercorriamo le origini di un fenomeno destinato a cambiare per sempre il mondo del TCG.

Una scommessa rischiosa: adattare un videogioco in carte

Il franchise Pokémon nel 1996

Quando Satoshi Tajiri e Game Freak lanciano Pocket Monsters Rosso e Verde nel febbraio 1996 su Game Boy, il successo non manca in Giappone, ma resta ancora contenuto. Il franchise attira l'attenzione di diversi editori di prodotti derivati, ma adattare Pokémon in un gioco di carte collezionabili è tutto un altro discorso. A quell'epoca, il TCG è un mercato dominato da Magic: The Gathering, lanciato nel 1993 da Wizards of the Coast. Trasporre un universo videoludico in un GCC è un'idea senza precedenti a quella scala.

È Media Factory, una filiale di ASCII Corporation specializzata in prodotti derivati di manga e giochi, a cogliere l'opportunità. L'azienda ottiene una licenza da Nintendo e Game Freak per sviluppare un gioco di carte ufficiale basato sull'universo Pokémon.

Koji Nishino, l'architetto del gioco

Il nome di Koji Nishino è indissociabile dalla nascita del TCG Pokémon. Game designer all'interno di Game Freak, è incaricato di supervisionare la progettazione del gioco e di vigilare affinché le meccaniche di gioco restino coerenti con l'universo Pokémon. Il suo ruolo è cruciale: bisogna creare un gioco di carte che sia al tempo stesso semplice per i bambini e sufficientemente profondo da fidelizzare i giocatori nel lungo periodo.

Il sistema di gioco che emerge da questo lavoro poggia su principi accessibili: ogni giocatore costruisce un mazzo di 60 carte, mette in gioco dei Pokémon, li fa evolvere e combattere usando l'Energia. Il giocatore che mette per primo K.O. i sei Pokémon avversari vince la partita. Questo sistema, pensato per essere intuitivo, diventerà la spina dorsale di un gioco che esiste ancora oggi.

Ottobre 1996: il lancio in Giappone

La prima edizione giapponese

Il 18 ottobre 1996, Media Factory mette in vendita la primissima serie del TCG Pokémon in Giappone, conosciuta con il nome di Expansion Pack Base Set (o 第1弾拡張パック, "Primo pacchetto d'espansione"). Contiene 102 carte, tra cui gli illustri Charizard, Blastoise e Venusaur nelle loro versioni olografiche. Le illustrazioni sono affidate a diversi artisti, tra cui Ken Sugimori, che aveva già disegnato i Pokémon per il videogioco.

L'accoglienza è immediata e massiccia. I bambini giapponesi, già familiari con i Pokémon tramite il videogioco, si lanciano su queste carte per costruire le proprie collezioni. Il concetto di "acchiappali tutti" si trasferisce naturalmente all'universo fisico delle carte. Nel giro di poche settimane, le bustine si fanno rare in negozio.

Un successo che supera ogni previsione

Media Factory prosegue rapidamente con nuove espansioni. Nel dicembre 1996 una serie Jungle è già in preparazione. Il fenomeno assume una portata che nessuno aveva anticipato: il TCG Pokémon diventa in pochi mesi uno dei giochi di carte più venduti del Giappone, accanto al videogioco e all'anime che parte nell'aprile 1997.

La sinergia tra questi tre media, videogioco, cartone animato e gioco di carte, è senza dubbio una delle chiavi del successo. Ogni nuovo Pokémon visto nell'anime suscita una domanda per la sua carta. Ogni espansione del TCG rafforza l'attaccamento ai personaggi del videogioco. L'ecosistema Pokémon si costruisce su più dimensioni simultaneamente.

1998-1999: la conquista dell'Occidente con Wizards of the Coast

Wizards of the Coast entra in scena

Forte del successo giapponese, Nintendo cerca un partner americano per internazionalizzare il TCG Pokémon. La scelta cade su Wizards of the Coast, l'editore di Magic: The Gathering e di Dungeons & Dragons. L'azienda con sede a Renton, nello Stato di Washington, è all'epoca il riferimento mondiale del gioco di carte collezionabili. Detiene la licenza per pubblicare il TCG Pokémon in Nord America e in diversi paesi occidentali.

Nel gennaio 1999, Wizards of the Coast lancia la versione inglese del TCG Pokémon negli Stati Uniti, con il nome di Pokémon Trading Card Game Base Set. Le carte vengono adattate, tradotte e alcune illustrazioni leggermente modificate per il mercato occidentale. Le bustine vengono vendute nella grande distribuzione, nelle librerie e nei negozi di giochi.

La Pokémania conquista l'Occidente

L'arrivo del TCG coincide con il lancio dell'anime Pokémon in Occidente (1998) e l'uscita dei videogiochi Pokémon Rosso e Blu fuori dal Giappone. La convergenza è esplosiva. Negli Stati Uniti, i cortili delle scuole sono invasi dalle carte Pokémon. Le bustine vanno a ruba, le carte rare come il Charizard olografico diventano oggetti di desiderio e di scambio intenso.

In Italia, come nel resto d'Europa, è ugualmente verso la fine degli anni '90 che il TCG fa la sua comparsa ufficiale, in versione localizzata distribuita da Wizards of the Coast. Le stesse scene si ripetono nei cortili di ricreazione: i bambini collezionano, scambiano, giocano, e a volte litigano per un olografico raro.

Wizards of the Coast gestirà la licenza occidentale del TCG Pokémon fino al 2003, data in cui Nintendo decide di riprendere in mano la pubblicazione creando la propria struttura, The Pokémon Company International. Ma è proprio grazie a Wizards che il TCG si è imposto come fenomeno globale in Occidente.

Un'eredità che dura da quasi trent'anni

La storia del TCG Pokémon e la sua creazione nel 1996 è quella di un'intuizione visionaria: trasformare un universo videoludico in un'esperienza fisica, tangibile, da condividere. Media Factory, Koji Nishino e i loro team hanno posto le basi di un sistema di gioco che, nonostante le migliaia di carte e le numerose espansioni pubblicate da allora, resta fedele ai suoi principi originari.

Oggi, The Pokémon Company International pubblica regolarmente nuove serie. Le carte della prima edizione giapponese e del Base Set inglese del 1999 sono diventate pezzi da collezione ambiti, testimoni viventi di questa nascita straordinaria. Capire da dove viene il TCG Pokémon significa anche apprezzare meglio il valore storico delle carte che possediamo.


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Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2026

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